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Barra antistatica 24V

Una soluzione alla geènerazione di cariche nel processo produttivo: la barra antistatica 24V

Ci sono processi industriali che, per loro natura, mettono in moto processi chimici e fisici non facilmente controllabili.

Tra questi, soprattutto nell’industria della produzione tessile, cartaria e plastica, esiste la possibilità non remota di generazione di cariche elettrostatiche. La soluzione a questa problematica viene dall’introduzione, nel processo produttivo, di una barra antistatica

Ma cos’è e di cosa si tratta?

Cariche elettrostatiche nell’industria

Spesso e volentieri si tratta le cariche elettrostatiche generate nei processi produttivi sono piuttosto forti e rischiano di danneggiare le attrezzature di produzione e il prodotto che si sta in quel momento realizzando.

Il processo di trasformazione dei materiali, infatti, soprattutto nella fase di traslazione da una zona all’altra del layout produttivo, per via degli intensi sfregamenti, può dare vita alla generazione di cariche elettrostatiche, anche particolarmente forti. Ciò avviene soprattutto in presenza di materiali particolarmente isolanti (carta, tessuti sintetici, plastica) che si caricano elettrostaticamente ma non sono in grado, dato il loro essere isolanti, di scaricare autonomamente la carica di elettroni presente in superficie.

La barra antistatica: cos’è e come funziona

Per ovviare a questo annoso problema una soluzione interessante e priva di controindicazioni viene da Martignoni Elettrotecnica s.r.l. e dalla sua Barra Antistatica a 24 volt. Il suo funzionamento è complesso ma al tempo stesso semplice: la barra, infatti, genera una corrente ionizzante che, rivolta verso i prodotti che in quel momento stanno subendo il processo di trasformazione, attrarrà verso la barra stessa tutte le cariche elettrostatiche, neutralizzandole.

La ionizzazione generata dalla barra antistatica a 24 V., infatti, catturerà gli elettroni di cui la superficie del materiale sarà particolarmente carica e la scaricherà a terra, evitando, così, le problematiche ingenerate dalle cariche elettrostatiche. 

Poiché una carica elettrostatica può raggiungere facilmente anche una tensione di 10.000.000 V, essa può danneggiare irrimediabilmente le parti elettroniche del centro di lavoro utilizzato per la produzione dei materiali o, addirittura, far muovere (per via delle forze di attrazione o repulsione delle cariche elettriche) pezzi particolarmente leggeri in fase di produzione.